Non aprite quella porta! (Per uscire)

Non aprite quella porta! (Per uscire)

Stare all’aperto è un gioco educativo? Sviluppo, salute e futuro di chi gioca fuori

Giochi-da-esterno

Se stai facendo “sì” con la testa, se stai pensando che lo sanno tutti che giocare all’aperto faccia bene (ma non sai esattamente perché) e se riflettendo ritieni che sì, i tuoi bambini in effetti già giocano all’aperto, ti invitiamo a metterti alla prova comunque.

Soffermati sulle volte in cui ti hanno chiesto di giocare fuori: pensandoci bene e con sincera obiettività, quante volte hai detto NO per la tosse, il freddo, il vento? E per i pantaloni chiari, le scarpe nuove, la nausea che già ti assale al pensiero di doverli richiamare mille volte prima di portarli via dal parco giochi?

Niente dita puntate, attenzione. Vogliamo solo riflettere insieme e con consapevolezza sui nostri SI e sui nostri NO.

Noi genitori lo sappiamo bene: i nanetti si sporcano. E tanto. Hanno un vero talento!

A parte il problema della sporcizia e dell’ordine in se’, tutti abbiamo vite davvero piene; con poco tempo a disposizione, sapere di dover smacchiare gli abiti da erba e fango ci fa alzare gli occhi al cielo perché sappiamo che questo richiederà del tempo in più per un’operazione noiosa e faticosa che preferiremmo evitare del tutto.
Ma ci hai mai pensato alla ricchezza e al valore educativo del gioco all’esterno? Per i bambini è una miniera, un’opportunità da sfruttare tutte le volte che è possibile farlo! Il surplus di lavoro e tempo richiesto a noi adulti è davvero poca cosa a confronto!
Per oggi ci concentreremo solamente sugli aspetti fisici del gioco all’aria aperta; prossimamente parleremo anche dei risvolti emotivi e sociali.

Come stiamo cambiando (in peggio) i bambini

Se ne avete l’occasione leggete il libro “Giocate all’aria aperta!” di Angela J. Hanscom: vi lascerà a bocca aperta! Nella prima parte cita una serie di studi scientifici e statistiche del tutto allarmanti che riguardano le conseguenze FISICHE cui stanno andando incontro i bambini di oggi che, rispetto ai bambini del passato, giocano molto meno (se non per nulla) all’aria aperta. Insomma si parla della salute fisica dei nostri bambini.
In poche, interessantissime pagine l’autrice spiega la relazione diretta fra l’insufficiente tempo passato all’aperto e l’aumento netto di problematiche fisiche quali:

  • ossa più deboli
  • scheletri più fragili
  • muscoli atonici
  • tendini e legamenti troppo rigidi

Il che, è facile dedurlo, si traduce in maggior rischio di fratture, stiramenti e strappi.

Giochi-motoriUna crescita sana del corpo prevede lo sviluppo in tandem di due competenze specifiche: abilità grosso-motorie e fino-motorie. Sembrano termini per esperti, ma non interrompere la lettura qui per scoraggiamento: si tratta in realtà di concetti abbastanza semplici da apprendere e che è importante conoscere, soprattutto dato l’alto numero di bambini che oggi necessitano di consulenze
specialistiche per problematiche varie quali disturbi dell’attenzione, dislessia, ansia, ecc.
Le abilità grosso-motorie riguardano i movimenti e la coordinazione del corpo nella sua interezza: correre, camminare, saltare, arrampicarsi, gattonare, ad esempio. Queste vengono apprese, rafforzate e affinate attraverso i sensi e la pratica continua per tutta l’infanzia e l’adolescenza. Ne sono coinvolte gambe, braccia, schiena, tronco e collo. Da queste abilità dipendono forza, coordinazione, equilibrio, orientamento, ma anche vista e udito, resistenza e la capacità di stare seduti dritti sulla sedia.

E ovviamente sono la base per lo sviluppo delle abilità fino-motorie, ovvero i movimenti e la coordinazione dei muscoli di mano, dita e polso. A cosa servono? A impugnare correttamente una matita, scrivere, allacciarsi bottoni e zip, usare le forbici, tanto per citarne alcune. E come garantiamo sufficiente allenamento in questo senso? Mentre all’interno possiamo giocare con paste da modellare, forbici, bambole delle allacciature, all’esterno possiamo giocare con i sassi e le foglie (afferrandoli, osservandoli, girandoceli fra le mani), con i gessetti da pavimento, con il giardinaggio insieme a mamma e papà.

Come si fa a garantire che queste due abilità ricevano sufficienti e corretti stimoli? Assicurandoci che i bambini giochino all’aperto e compiano una varietà di movimenti grandi e piccoli. CONTINUAMENTE.
Gli studi scientifici confermano che non solo i bambini oggi sono più scoordinati, deboli, fragili, ansiosi, incapaci di attenzione prolungata, ma che tutto il tempo (troppo!) che passano davanti agli
schermi sta addirittura modificando la loro postura: schiene curve, spalle chiuse, mento in basso e portato in avanti per fissare lo schermo. Nessuna sorpresa, quindi, che poi non siano in grado di
stare seduti correttamente sulla sedia o che ci sia un’impennata nei casi di mal di testa e mal di schiena nei bambini: chi mai ne soffriva un tempo?

Qualche ora di gioco all’aperto = moltitudini di stimoli preziosi 

Insomma, da genitori siamo sempre alla ricerca dei migliori giocattoli educativi, dei giochi scientifici più validi, degli stimoli intelligenti più consigliati dagli esperti, ma oggi diamo davvero poca importanza ai giochi all’aperto. E questa è un’autentica perdita per i bambini, non solo un peccato.
Gli scienziati hanno addirittura coniato l’espressione “deficit di natura” per accorpare le privazioni varie e progressive cui sono sottoposti i bambini che oggi non passano un tempo sufficiente in ambienti naturali.
Avere la possibilità di sfruttare tutti i sensi è pari nientemeno che a uno studio scientifico: apprendono, incamerano e registrano moltissime informazioni e possono operare delle vere e proprie classificazioni per ordinare gli elementi che li circondano in ogni momento della loro vita.
Forse a noi adulti sembra tutto un po’ banale (perché lo conosciamo già), ma basta guardare gli elementi dell’ambiente esterno con gli occhi di un bambino e ci renderemo conto rapidamente che letteralmente OGNI COSA è fonte di scoperta!
Giocare fuori è il gioco scientifico per eccellenza dei bambini! I giocattoli, i libri, le esperienze in digitale ad argomento scientifico devono essere solo un completamento di esperienze dirette e materiali, senza le quali tutto rimane in una dimensione astratta, potenziale, mai realizzata.

L’influenza sul futuro

Parliamo (nuovamente) di sensi.

  1. Il TATTO permette ai bambini di accogliere stimoli interessanti e importanti, di fare esperienza fisica e materiale del mondo: tocco un oggetto e apprendo che ha una certa consistenza, durezza, rigidità o flessibilità, che posso trasformarlo, riportarlo alle condizioni originarie; oppure che si rompe con facilità, che è ruvido, scivoloso, viscido, eccetera. E non si tratta solo delle mani: non dimentichiamoci che il tatto è distribuito su tutta la superficie del corpo!
    Vi viene in mente un luogo più ricco di stimoli tattili del giardino? O del cortile? Foglie, erba, sassi, terra, fiori, arbusti, sabbia, rami, animali e insetti, ma anche muretti, recinzioni, cordoli, il tessuto-non-tessuto con cui proteggiamo le piante, le reti: quanti materiali ancora riuscite a individuare?
    CONSEGUENZA: indovinate un po’ quale conseguenza potrebbe originarsi da un tempo insufficiente passato all’esterno a esplorare in lungo e in largo il tatto: bambini che hanno un attacco isterico (= reazione eccessiva a uno stimolo) perché non tollerano uno schizzo di fango sul braccio o una mosca sulla spalla, o ancora che si paralizzano e si rifiutano di uscire in una giornata un po’ ventosa o che non riescono ad affrontare il contatto con la sabbia.
  2. La VISTA viene più che mai sollecitata dalla ricchezza di colori che regna all’esterno, colori che cambiano a seconda che siano colpiti dalla luce del sole o meno; la vista serve a valutare e riconoscere nel tempo la forma e la dimensione, ma anche la profondità delle cose, l’altezza, la distanza; e questi ultimi, in particolare, hanno molto a che fare con la sicurezza di un essere umano in crescita che sta esplorando il mondo.
    CONSEGUENZA: Allenare poco questo senso grazie al prezioso aiuto del giardino o del parco potrebbe tradursi in difficoltà visive che più avanti creeranno difficoltà grandi e piccole: attività quotidiane come copiare frasi dalla lavagna, mettere a fuoco, disegnare, leggere potrebbero esserne colpite. Una parte dei casi legati alla dislessia deriva da problemi a livello visivo: e visto l’aumento delle diagnosi in questi anni, potrebbe essere uno stimolo interessante per noi genitori farci una riflessione sopra e chiederci quanto i nostri bambini abbiano la possibilità di giocare fuori. Inoltre gli occhi lavorano a braccetto con la muscolatura del collo, perciò per uno sviluppo armonico generale via libera ai giochi all’esterno, all’elaborazione e reinterpretazione visiva degli oggetti e degli ambienti in movimento (io che corro o salto, oppure il freesbe con cui stiamo giocando) e del mondo alla rovescia (appendersi a testa in giù su un ramo)!
  3. Le sollecitazioni dell’UDITO in ambiente esterno sono quanto mai ricche e variegate: uccelli, mezzi di trasporto, richiami umani, il vento, ecc. E il tutto in contemporanea! Proviamo a pensare all’interesse intensissimo dei bambini nell’atto di ascoltare la diversità di rumore prodotto camminando sui sassi, oppure nell’acqua, fra l’erba alta o sul marciapiede.
    CONSEGUENZA
    : Anche in questo caso l’allenamento in esterna aiuta a gestire tanti stimoli di diversa natura contemporaneamente, il che favorirà i bambini al momento di vivere diverse ore in una classe senza andare in sovraccarico uditivo e sentirsi aggrediti dai tanti suoni e rumori. E nondimeno li aiuterà a non perdere continuamente la concentrazione mentre fanno i compiti.
  4. GUSTO e OLFATTO: non ci sono giochi educativi di sorta che reggano il confronto con l’intensità e l’autenticità della stimolazione gustativa e olfattiva fornita dalla Natura. Presi in considerazione nell’ottica dei giochi da fare all’esterno, il gusto e l’olfatto forniscono informazioni che non solo servono ai bambini per classificare e riconoscere determinati oggetti, ma che sono fortemente collegati all’emotività e al piacere. Per questo motivo arrivano a grande profondità nel cervello, il che equivale a dire che sono in grado di far apprendere una data esperienza in maniera molto netta e duratura nel tempo.
    CONSEGUENZA: gli odori all’esterno sono parecchio diversi tra loro; basti pensare agli aghi di pino, alla sabbia bagnata, ai fiori, alla pece, all’erba tagliata, ad esempio. Possono essere forti o delicati, pungenti, freschi o dolciastri, gradevoli e sgradevoli. Anche qui si tratta di allenamento: più sono aperti alle numerose esperienze esterne, più creeremo le condizioni per accettare odori e sapori diversi quando si tratta di stare a tavola; e sappiamo che questo è un punto delicato per molti bambini, vero?
  5. PROPRIOCEZIONE o PERCEZIONE DI SE’: fra i vari sensi vogliamo aggiungere anche questo, particolarmente importante quando si parla di sviluppo globale e armonico dei bambini. Giocare all’aperto significa avere maggiore spazio a disposizione per misurarsi con il proprio corpo: anche una semplice corsa diventa un gioco educativo, poiché tramite essa i bambini imparano non solo a percepire di più e meglio il loro corpo, ma anche a confrontarsi con le loro abilità fisiche, rapportarsi con spazi e distanze più grandi, ritrovare se stessi, seppur così “piccoli”, anche dopo essersi “persi” nel grande mare dello spazio aperto. Ma lo sport che gli facciamo fare (karate, calcio, basket, danza, pallavolo, scherma, ecc.) non è sufficiente? No, perché l’ambiente esterno è disuniforme, disorganizzato, nuovo, a volte imprevedibile: ed è con queste caratteristiche che deve sapersi misurare il bambino.
    CONSEGUENZA: avremo bambini più consapevoli dal punto di vista fisico, più coordinati, più completi nel loro sviluppo generale. Bambini che sanno usare correttamente il proprio corpo e la propria forza, che sanno muoversi con competenza nello spazio, fra gli ostacoli e fra le persone senza cadere, urtare oggetti o compagni.

Sistema immunitario deragliato

Vogliamo parlare del rapporto fra gioco all’aperto e sistema immunitario? Beh, basta leggere il rapporto del 2015 della Food and Drug Administration americana: “La risposta immunitaria dei
bambini viene deragliata dagli ambienti casalinghi molto puliti, tipici del mondo sviluppato. In altre parole, l’ambiente del bambino piccolo rischia di essere ‘troppo pulito’ e di non poter offrire una spinta efficace alla maturazione del sistema immunitario”.

C’è altro da dire?

Possiamo aggiungere solo, care mamme in particolare, di farvi beffe degli annunci pubblicitari di certi detersivi che garantiscono l’eliminazione del 99,99% dei batteri di casa: a parte il fatto che la cosa non è scientificamente dimostrabile, teniamo bene a mente che cercano solo di far leva sul nostro desiderio di fare il meglio per i nostri bambini. Ma non saremo mamme (e genitori) migliori sterilizzando tutto, lavando e pulendo ossessivamente qualunque cosa sia a contatto con nostro figlio. Né facendo in modo che non si sporchi mai, che le manine siano sempre pulite, che non metta in bocca assolutamente nulla di sporco.
Saremo invece genitori migliori e più consapevoli liberandoci da queste nevrosi indotte dall’esterno, del tutto inutili, peraltro, per lo sviluppo di nostro figlio, e concentrandoci sulla varietà di stimoli corretti che forniamo ai nostri bambini. Anche grazie alla Natura che ci viene in aiuto: trattiamola come una preziosa alleata nel compito educativo nel quale profondiamo così tante energie e impegno! Stare a contatto con erba, foglie secche, sabbia, terra e assaggiarne anche un pochino non farà male al nostro bambino, al contrario: dandogli la possibilità di farlo, contribuiamo attivamente a un adeguato sviluppo del suo sistema immunitario. Se sembrano parole fin troppo usate e ancora astratte, allora ragioniamo sulle CONSEGUENZE: bambini più resistenti, più forti, meno inclini ad allergie, malattie, febbre, infezioni; il che significa meno gite dal pediatra e/o in P.S. pediatrico (magari in piena notte), meno medicinali e, per chi ha anche questo problema, meno permessi da dover mendicare sul luogo di lavoro.

Meglio giocare fuori un po’ di più, che dite? Quando ci chiedono di uscire, prima di dire NO meglio pensarci due volte (anche tre, quattro, cinque…).

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2 Commenti

  • by Manuel Scritto Lug 26, 2018 8:52 pm

    Ottimo articolo, molto interessante che fa sicuramente riflettere su come oggi la tecnologia sta modificando il modo di giocare, sempre meno all’aperto e con esso il modo di comunicare e socializzar che hanno tra loro.. Battuta finale; dicono che i bambini sono sempre connessi, ma guardiamo i genitori al parco o in questo periodo in spiaggia, chi è sempre con lo Smartphone in mano?

  • by Giulia Scritto Ago 1, 2018 9:09 pm

    Lasciando i bimbi all’aria aperta, permette anche a noi adulti di ritrovare un momento di serenità immersi nella natura. Un metodo del tutto naturale per ricaricare al meglio le batterie per affrontare il resto della giornata!

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